Iscriviti alla newsletter di FioriBlu!
Riceverai ogni mese le novità su bellezza, cura del corpo, sesso, maternità e molto altro.

 
Seleziona il tuo sesso:    
Confermo di aver preso visione dell' informativa della privacy
Presto il consenso al trattamento dei miei dati personali
Sei in: Home / Salute / Malattie / Malattie Apparato Cardiocircolatorio / Pressione bassa

Pressione bassa

Pressione bassa
La pressione corrisponde alla forza che il sangue, pompato dal cuore, esercita contro le pareti dei vasi arteriosi. Si può parlare di pressione bassa (ipotensione) in un adulto quando i valori riscontrati sono uguali o inferiori a 90/60 mmHg (millimetri di mercurio).
Il primo numero sta a indicare la pressione sistolica. Valore misurato in corrispondenza del battito, ossia quando il cuore è attivo.
Il secondo numero, invece, sta a indicare la pressione diastolica. Valore rilevato tra un battito e l’altro, ossia quando il cuore è a riposo.

Il corpo umano è estremamente sensibile e responsivo ai cambi di pressione. Lungo le pareti delle arterie sono presenti appositi agglomerati cellulari, il cui compito consiste nel percepire le variazioni pressorie e indurre l’organismo a controbilanciarle.
La maggior parte delle forme di pressione bassa è dovuta a un’incapacità da parte dell’organismo di riportare la pressione alla normalità, o comunque di farlo in tempi sufficientemente rapidi.

Alcuni soggetti hanno sempre la pressione bassa, non manifestano alcun sintomo e questa per loro è una situazione fisiologica. In altre persone, invece, l’abbassamento della pressione avviene in maniera brusca portando con sé numerosi sintomi.

Le cause della pressione bassa
La pressione bassa può essere causata o favorita da diversi fattori. Tra questi i principali sono:
• Disidratazione
• Posizione ortostatica protratta
• Gravidanza
• Vecchiaia
• Patologie cardiache (infarto, disturbi valvolari, bradicardia, insufficienza cardiaca)
• Anemia
• Infezioni gravi
• Patologie endocrine (disturbi della tiroide, morbo di Addison, diabete)
• Patologie del sistema nervoso centrale (SNC)
• Embolia polmonare
• Farmaci. In particolare quelli usati per la terapia dell’ipertensione, come diuretici, calcio-antagonisti, ACE inibitori, nitrati e betabloccanti. E quelli utilizzati per combattere ansia, depressione, disfunzione erettile e disturbi del SNC.

Forme di pressione bassa
I tre tipi principali di ipotensione sono:
• Ortostatica
• Neuronale mediata
• Ipotensione grave legata allo shock.

L’ipotensione ortostatica è dovuta a un repentino cambio di posizione del corpo, in particolare da “sdraiato o seduto” a “in piedi”.
L’ipotensione neuronale mediata dipende da una scorretta comunicazione tra cervello e cuore. Compare più frequentemente dopo che si è rimasti in piedi a lungo, oppure come reazione a un’esperienza particolarmente traumatica.
Per quanto riguarda l’ipotensione grave legata allo shock, prima di tutto è necessario chiarire il significato del termine “shock” dal punto di vista medico. Questo non ha nulla a che fare con un evento sconvolgente o un grande spavento ma, invece, descrive una situazione in cui la pressione si abbassa talmente tanto che il cervello, i reni e gli altri organi vitali non ricevono abbastanza sangue per funzionare correttamente. Ciò può avvenire per un’infezione diffusa (shock settico), una grave perdita di liquidi (shock ipovolemico), un’inefficienza di pompa del cuore (shock cardiogeno) o una dilatazione improvvisa delle arterie (shock vasodilatatorio).

Sintomi della pressione bassa
Nel caso d’ipotensione ortostatica i sintomi possono verificarsi alcuni secondi o minuti dopo che è avvenuto il cambio di posizione. I più frequenti sono: vertigini, disturbi della vista, scarsa lucidità mentale, debolezza, nausea.
I sintomi dell’ipotensione neuronale sono simili a quelli dell’ipotensione ortostatica, comprendendo quindi capogiri, debolezza e confusione. Il calo di pressione non dura molto tempo soprattutto se, alle prime avvisaglie, ci si siede.
Durante lo shock i primi sintomi sono quelli dovuti alla diminuzione del flusso di sangue diretto al cervello, e consistono in capogiri, sonnolenza e confusione mentale.
Con il passare dei minuti il paziente può perdere conoscenza e rischiare anche il decesso, nel caso non s’intervenga con tempestività.

Le cure
Nei pazienti sani, l’ipotensione asintomatica di solito non richiede alcuna terapia.
Se si presentano dei sintomi, come capogiri e debolezza, è consigliabile sedersi o sdraiarsi, sollevando i piedi al di sopra del livello del cuore.

Per l’ipotensione ortostatica si può ricorrere a diverse terapie.
L’ideale è modificare sensibilmente alcune abitudini di vita: assumere molti liquidi, diminuire il consumo di alcolici, cambiare posizione lentamente e con particolare accortezza, non accavallare le gambe.
Sono comunque disponibili anche farmaci che aiutano ad aumentare la pressione sanguigna.

Per l’ipotensione neuronale è consigliabile modificare lo stile di vita: evitare di stare in piedi per periodi protratti, evitare le situazioni spiacevoli che generino ansia, assumere molti liquidi, aumentare la quantità di sale nella dieta.
Anche in questo caso si può intervenire farmacologicamente.

Nello shock la pressione si abbassa molto di più che nelle altre forme di ipotensione, ed è una situazione di emergenza che, come tale, deve essere affrontata con la massima tempestività, chiamando immediatamente il 118.

Commenti