I dati ufficiali ISTAT mettono in evidenza che in Italia quasi 6 milioni di persone, pari al 10,1% della popolazione, sono obese. La percentuale è leggermente più alta nel caso degli uomini (11,1%), rispetto alle donne (9,2%). Le cause dell’obesità sono oggetto di ricerca medica da diverso tempo e, ad oggi, la comunità scientifica è concorde all’unanimità nell’affermare che l’aumento eccessivo di peso porta ad un conseguente peggioramento della qualità della vita delle persone. Ma quali sono le cause? Secondo i dati dell’Associazione Italiana Obesità, “solo il 5% dei casi di obesità è causato da disfunzioni di tipo ormonale”.
In pratica, non abbiamo scuse: nella maggior parte dei casi l’obesità è frutto di cattive abitudini alimentari, stress e vita sedentaria. Possiamo quindi considerarci gli artefici della nostra condizione fisica, il più delle volte in modo inconsapevole.
Da sempre, infatti, lo
stress è in grado di provocare alcune modificazioni fisiologiche o del nostro comportamento che, se protratte, portano ad esiti deleteri per l’organismo. Una pubblicazione medica greca di qualche anno fa descrive bene cosa accade al nostro organismo. In una condizione di stress, la pulsazione e il respiro accelerano il ritmo, il flusso sanguigno si concentra e il cervello si focalizza su un unico obiettivo. Lo stress dell’uomo primitivo si concretizzava in una reazione istintiva di sopravvivenza (“combatti o fuggi”), perfettamente appropriata all’ambiente ostile in cui viveva.
Oggi, al contrario, per quanto possiamo trovare ostile l’ambiente che ci circonda, non possiamo di certo considerarci nella stessa situazione dei nostri antenati. Certamente le minacce, reali o percepite, sono di natura molto meno fisica. Per evadere dalle situazioni di stress socioeconomico nelle quali inevitabilmente ci troviamo e dalle quali, spesso, non possiamo uscire, non appena possibile ci buttiamo a capofitto in
attività sedentarie, spesso incentivate dalle novità tecnologiche.
Badiamo meno alla qualità della nostra alimentazione, spesso affidandoci a fast-food o cibi già pronti che, nonostante la comodità, rischiano di essere molto calorici ma poco nutrienti. Insomma: non potendo fuggire, come invece avrebbero fatto i nostri antenati,
ci rifugiamo in un mondo artificiale, con il risultato, visibile a tutti, di aprire una corsia preferenziale al sovrappeso.
Ovviamente, questo discorso non deve essere inteso in senso del tutto generale, dal momento che ogni individuo risponde allo stress in maniera diversa e non necessariamente una persona stressata tende ad ingrassare. Tuttavia, se stress, cattiva alimentazione e sedentarietà sono ormai riconosciute tra le cause che portano all’
obesità, non è affatto detto che una persona obesa debba restare tale.
Dimagrire, bruciando il grasso corporeo in eccesso,
è possibile. Serve ovviamente un certo sforzo personale nel curare maggiormente l’alimentazione e dedicare costantemente del tempo ad attività fisiche aerobiche che aiutino a bruciare il grasso in eccesso. Queste indicazioni valgono sempre, a maggior ragione se si è in sovrappeso. Quando, invece, il sovrappeso è tale da essere almeno il 60% del nostro peso forma, il problema diventa più serio e si parla di obesità. In questo caso è opportuno affiancare alla dieta e al movimento una terapia farmacologica, per evitare l’insorgere di malattie croniche che possano compromettere, una volta per tutte, la nostra salute.
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