Era uno slogan coniato ai tempi delle campagne contro la diffusione dell’AIDS, che ben si adatta anche alle infezioni vaginali. Secondo l’OMS, ogni anno circa
500 milioni di donne nel mondo sono affette da questi problemi. Una recente pubblicazione
AOGOI approfondisce il problema delle infezioni, fornendo cifre piuttosto preoccupanti: nei paesi occidentali, le donne che si rivolgono al ginecologo per curare infezioni cervico-vaginali sono altissime: 40-60%. La
vaginosi batterica (VB, per semplificare) è spesso presente nella maggior parte dei casi, in compresenza ad altre patologie. Anche la
vulvo-vaginite da Candida non si fa mancare il podio: è tranquillamente assestata sul secondo gradino e colpisce mediamente il 20-30% delle donne.
Frequentare
piscine,
palestre o
toilette pubbliche, utilizzare
biancheria sintetica in luogo di quella di cotone, praticare irrigazioni vaginali con
prodotti di dubbia utilità o troppo aggressivi, o il fumo di
sigaretta sono comportamenti che mettono
in serio pericolo la flora batterica vaginale costituita da lactobacilli. Quando viene sopraffatta dallo sviluppo di batteri anaerobici quali la Gardenella vaginalis, Mobiluncus sppe, Mycoplasma hominis e altri batteri con nomi più o meno amichevoli, il pH aumenta e l’equilibrio si spezza. L’infezione ha inizio, fastidiosa e imbarazzante.
Gli studi clinici hanno rilevato che queste problematiche colpiscono prevalentemente donne in sovrappeso, o con alterazioni ormonali quali l’ovaio policistico, il diabete e altre malattie sistematiche. A completamento del quadro, possiamo inserire anche l’attività sessuale: lo sperma altera il pH della vagina creando condizioni ostili allo sviluppo dei lactobacilli.
Difficile non accorgersi di essere in presenza di una VB: queste infezioni causano
prurito nelle parti intime e
secrezioni più o meno
abbondanti e
maleodoranti.
A parte le terapie antibiotiche, da prescrivere sotto controllo medico, ci si può appoggiare alle
terapie naturali, che svolgono anche un effetto preventivo. Uno dei maggiori problemi associati alle vaginiti batteriche è, infatti, la possibilità che il problema si ripresenti. Non a caso, i ginecologi spesso consigliano, tra un ciclo e l’altro, di fare dei
lavaggi con acqua e bicarbonato di sodio, per ripristinare il pH della vagina ed evitare il proliferare dei batteri anaerobici. Un’indicazione importante è inoltre quella di prestare attenzione alla dieta: soprattutto in estate, assumere
regolarmente frutta e verdura e ripristinare i
liquidi, evitando alcolici e fritti, è un valido suggerimento per evitare di incorrere in un fastidioso problema intimo.
Esistono poi preparati naturali, a base di principi attivi estratti dalle piante, che sono
antimicotici naturali. Asssunti con regolarità, questi
prodotti per infezioni vaginali aiutano a dare sollievo ai problemi nel momento in cui si presentano e, al tempo stesso, contribuiscono a combattere dall’interno le cause che generano le infezioni e promuovono la crescita della flora probiotica. Possono essere assunti sotto forma di pastiglie o di gocce omeopatiche.
Infine, dal momento che uno dei problemi in grado di scatenare le infezioni vaginali è strettamente correlato all’
igiene, si può accompagnare la terapia all’uso di
detergenti intimi. Tra questi, vale la pena segnalare
Nirena, completamente naturale che, a differenza di molti saponi o spray chimici, non aggredisce la cute delle parti intime, delicatissima, ma deterge in modo sicuro eliminando i batteri nocivi.
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