Dopo il parto è importante verificare che il recupero fisico e mentale della neomamma proseguano secondo i giusti tempi e che non si verifichino complicazioni o infezioni di alcun tipo. Solitamente sono direttamente il ginecologo o l’ostetrica a occuparsi dei primi controlli ma spetta alla donna, nei giorni e nelle settimane seguenti, continuare a prendersi cura del proprio corpo programmando tutta la serie di visite ed analisi che vanno fatte.
Nelle ore successive al parto alla neomamma vengono fatte delle domande mirate a verificare lo stato del seno, eventuali perdite di sangue, la funzione urinaria e quella intestinale e la condizione fisica ed emotiva in generale.
Oltre ovviamente al controllo della sutura, viene esaminata la situazione di utero e mammelle. Viene inoltre registrata la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Se durante il parto la donna ha perso molto sangue, vanno inoltre tenuti sotto controllo i globuli rossi.
Solitamente dopo un massimo di cinque giorni la donna può tornare a casa: questo non significa che non si necessitano più controlli. Al contrario ci sono sintomi che in particolare bisogna tenere sotto controllo: febbre, dolore quando si urina, perdita eccessiva di sangue, affanno e fitte al torace, ansia, gambe molto gonfie o mammelle dolenti. In presenza di uno di questi sintomi è opportuno farsi prescrivere controlli mirati.
Anche se non ci sono disturbi particolari è buona regola fare una visita generale di controllo dopo circa sei settimane dal parto per controllare soprattutto che l’utero si sia ridimensionato (cosiddetta involuzione dell’utero dopo l’ingrandimento in gravidanza che può arrivare fino a 50 volte in più delle dimensioni normali), che la cicatrice del taglio cesareo o dell'episiotomia si sia asciugata e che i muscoli perineali stiano riacquistando tonicità.
Oltre a questi controlli specifici, vengono in questa sede effettuati nuovamente tutti gli esami di routine, in primis pap test e palpazione del seno. Anche se durante l’allattamento il seno può essere leggermente gonfio o più sensibile, ciò non esclude che, con le dovute accortezze, sia possibile controllarlo. Questa è anche l’occasione giusta per la neomamma per chiedere informazioni sulla ripresa dell’attività sessuale e risolvere dubbi sui metodi contraccettivi.
Si tratta di una visita completa e a 360 gradi durante la quale viene quindi valutato lo stato generale della donna: ad esempio il medico può ritenere opportuno prescrivere un emocromo, l’esame del sangue che permette di escludere o diagnosticare l’anemia, abbastanza frequente nel periodo post parto. In tal caso è consigliabile assumere un integratore di ferro per qualche tempo.
Riceverai una mail con le istruzioni per la pubblicazione del tuo commento.
I commenti sono moderati.