Le donne hanno sicuramente bisogno di meno consigli dell’uomo per quanto riguarda la prevenzione o la cura dell’infertilità dato che con maggior sollecitudine si rivolgono al proprio medico ginecologo.
Nelle donne come negli uomini lo stato di infertilità si può definire conclamato e primario nel caso di mancata gravidanza dopo un anno di rapporti sessuali non protetti, si parla invece di infertilità secondaria quando dopo un primo parto (o anche più parti) non si riesca più a concepire.
La sterilità conclamata è incurabile per vie ormonali tanto nell’uomo quanto nella donna, mentre per l’infertilità si procede prima ad una serie di terapie per migliorare le condizioni di concepimento e una volta fallite queste si ricorre all’inseminazione artificiale.
FATTORI DI RISCHIO
I fattori di rischio nel mancato concepimento femminile possono derivare da problemi cervicali, cioè una mucosa cervicale non idonea al passaggio degli spermatozoi, ambiente troppo acido ad esempio.
Ma sono moltissime le patologie legate a questo fattore, come le infiammazioni (endocerviciti), o la produzione immunologica di anticorpi antispermatozoi.
Anche l’utero può presentare dei problemi per i quali risulti difficile il concepimento, alcune cause sono congenite, altre posso essere dovute a neoformazioni uterine, o endometrite.
Alcune malattie infiammatorie possono aver compromesso il funzionamento corretto delle tube, e in diversi casi le complicazioni relative alle tube hanno determinato la sterilità nella donna.
Alcune di queste patologie sono riconducibili a malformazioni, altri casi in infertilità e sterilità riguardano gravidanze extrauterine, le meno comuni sono quelle che riguardano il ripristino delle funzionalità tubariche post operazione chirurgica (i casi di ripensamento).
Anche i fattori ormonali chiaramente incidono sulla fertilità della donna, la mancata ovulazione è fra i fattori primari di infertilità. Gli ormoni possono subire variazioni anche in seguito ad eventi esterni ambientali o psicologici come lo stress.
DIAGNOSI E METODI DI CURA
Per le donne si procede solitamente con uno screening micro biologico mirato a ricercare batteri e miceti che possano essere rivenuti nell’uretra, nel canale cervicale o nella vagina.
Un’altra analisi viene fatta in condizioni post coitali, e l’esame si chiama appunto post coital test, mirato a valutare come lo spermatozoo reagisce nell’ambiente cervicale vaginale (se ci sono insomma le condizioni chimiche biologiche adatte alla sopravvivenza del liquido seminale).
Gli esami più approfonditi riguardano l’analisi delle tube e la determinazione della morfologia uterina.
Consueto e poco invasivo è l’esame ecografico delle ovaie, il quale se effettuato entro la prima metà del cicli mestruale permette di osservare l’attività ovarica.
Tutti questi test sono mirati ad individuare dove possa risiedere il problema di infertilità.
Anche per la donna deve essere redatta una corretta anamnesi che tenga conto dei fattori ambientali, psicologici, sociali e le abitudini.
Le cure per l’infertilità possono essere antibiotiche, antinfiammatorie o ormonali ma nel caso non si presenti comunque una gravidanza sarà il medico curante a suggerire se passare all’inseminazione artificiale.
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