La prima volta: istruzioni per l'uso

È uno di quei momenti della vita che si ricorda per sempre. Spesso rappresenta anche qualcosa che si è sognato a lungo, cui si sono dedicati pensieri per mesi, se non anni. Quasi tutti gli adolescenti ci arrivano pieni di aspettative, timori e dubbi. Che poi, una volta cresciuti, probabilmente li faranno sorridere. Cosa c’è da sapere e cosa è bene ricordarsi anche quando gli ormoni hanno preso il controllo integrale del vostro corpo?
Per voi
La prima, e ovvia, considerazione, è che deve essere voluto e consensuale. La legge stabilisce, è vero, dei limiti per quella che è definita l'età del consenso, vale a dire l'età oltre la quale si suppone che il minorenne sia in grado di dare un consenso informato e consapevole all'atto sessuale (13 anni se entrambi i partner sono minorenni e con una differenza non superiore ai tre anni tra loro; 14 anni negli altri casi, ma rimanendo sempre nell'ambito dei rapporti tra coetanei, non con adulti).
Detto questo però, non ci sono regole, medie o statistiche che abbiano importanza: quando vi sentirete di condividere il vostro corpo con un’altra persona sarà il momento per farlo.
Due sono le cose più importanti da tenere a mente: da una parte, che questo momento è vostro e lo vivrete come saprete e come potrete, al di là dei racconti e delle fanfaronate degli amici e di ogni scena da film che ne parla; dall’altra ricordatevi di tenere salda la testa sulle spalle, facendo solo quello che desiderate senza essere forzati e senza forzare.
È inoltre facile che la prima volta, nonostante tutto il gran parlare che se ne fa, non sia la più bella e soddisfacente dalla vostra vita, ma se ci arriverete dopo un percorso di scoperta dell’altra persona sicuramente sarà naturale e piacevole. Non attribuitele però chissà quale valore: capirete a posteriori che non è qualcosa che vi cambia per sempre o vi trasforma in un altro individuo. È solo un momento - certo importante - che fa parte della vostra maturazione complessiva.
Un ultimo consiglio: informatevi. Non nuocerà in alcun modo alla magia del momento sapere quali precauzioni adottare e, anche, perché no, avere una panoramica sugli aspetti più propriamente fisici e fisiologici del sesso. Il vostro corpo sta cambiando e tanti dubbi e tante ansie si possono risolvere solo con la corretta conoscenza di quello che sta accadendo. Rivolgetevi al consultorio, al ginecologo/andrologo e anche ai vostri genitori: sapranno darvi, i primi, tutti i dettagli medici e di salute che vi servono, mentre questi ultimi potranno, in molti casi, stupirvi con un calore e una vicinanza che non vi aspettate.
Per i vostri genitori
Niente panico e ricordatevi che ci siete passati anche voi. I vostri figli avranno probabilmente le stesse paure e le stesse aspettative che avete provato durante la vostra adolescenza. Quindi l’unico consiglio è: rilassatevi, sgomberate la mente da ansie e preoccupazioni e ricordate: solo ritrovando le sensazioni che avete provato prima, durante e dopo la vostra prima volta potrete affrontare al meglio un momento che certo segna l’inizio di una nuova fase del vostro rapporto con i figli. Non è tanto, in realtà, l’atto in sé a contare, quanto il fatto che stia iniziando per loro una vita sessuale attiva, che comporta certo dei rischi (di cui parlare chiaramente e con serenità, senza falsi pudori), ma che testimonia anche un progressivo allontanamento dal nido familiare, in vista della costruzione di relazioni affettive all’esterno.
Il cambiamento, la crescita e la maturazione dei figli non è in generale una sfida facile per un genitore. D’altro canto però amarli significa volere per loro una vita piena, a tutti i livelli, e la capacità di intrecciare rapporti profondi e soddisfacenti con un partner. Questo passaggio va quindi semplicemente accettato, ma senza disinteresse. Nonostante la presenza enorme di informazioni sul tema della sessualità, e i confronti che molto probabilmente i vostri figli hanno fatto con i loro pari, in ogni caso è bene parlare con loro dell’argomento. Nessun imbarazzo quindi e nessuna delega ad altri famigliari: tocca a voi sedervi tranquillamente con vostro figlio o vostra figlia e spiegare con chiarezza soprattutto i rischi dei rapporti non protetti (eventuali gravidanze, malattie).
Questa però è anche l’occasione di parlare di affettività e sentimenti: meglio non forzare la mano, non insistere per sapere questioni che gli adolescenti spesso considerano intime e privatissime, ma cercare di gettare un ponte, magari condividendo (con delicatezza e senza scendere nei particolari) l’esperienza che avete vissuto in prima persona. Per aprire il confronto non aspettate però troppo a lungo, meglio farlo prima ancora che sia iniziata la loro esperienza in ambito sessuale, che dopo, quando forse i vostri consigli e in generale il discorso sembreranno arrivare troppo tardi.
Per voi
La prima, e ovvia, considerazione, è che deve essere voluto e consensuale. La legge stabilisce, è vero, dei limiti per quella che è definita l'età del consenso, vale a dire l'età oltre la quale si suppone che il minorenne sia in grado di dare un consenso informato e consapevole all'atto sessuale (13 anni se entrambi i partner sono minorenni e con una differenza non superiore ai tre anni tra loro; 14 anni negli altri casi, ma rimanendo sempre nell'ambito dei rapporti tra coetanei, non con adulti).
Detto questo però, non ci sono regole, medie o statistiche che abbiano importanza: quando vi sentirete di condividere il vostro corpo con un’altra persona sarà il momento per farlo.
Due sono le cose più importanti da tenere a mente: da una parte, che questo momento è vostro e lo vivrete come saprete e come potrete, al di là dei racconti e delle fanfaronate degli amici e di ogni scena da film che ne parla; dall’altra ricordatevi di tenere salda la testa sulle spalle, facendo solo quello che desiderate senza essere forzati e senza forzare.
È inoltre facile che la prima volta, nonostante tutto il gran parlare che se ne fa, non sia la più bella e soddisfacente dalla vostra vita, ma se ci arriverete dopo un percorso di scoperta dell’altra persona sicuramente sarà naturale e piacevole. Non attribuitele però chissà quale valore: capirete a posteriori che non è qualcosa che vi cambia per sempre o vi trasforma in un altro individuo. È solo un momento - certo importante - che fa parte della vostra maturazione complessiva.
Un ultimo consiglio: informatevi. Non nuocerà in alcun modo alla magia del momento sapere quali precauzioni adottare e, anche, perché no, avere una panoramica sugli aspetti più propriamente fisici e fisiologici del sesso. Il vostro corpo sta cambiando e tanti dubbi e tante ansie si possono risolvere solo con la corretta conoscenza di quello che sta accadendo. Rivolgetevi al consultorio, al ginecologo/andrologo e anche ai vostri genitori: sapranno darvi, i primi, tutti i dettagli medici e di salute che vi servono, mentre questi ultimi potranno, in molti casi, stupirvi con un calore e una vicinanza che non vi aspettate.
Per i vostri genitori
Niente panico e ricordatevi che ci siete passati anche voi. I vostri figli avranno probabilmente le stesse paure e le stesse aspettative che avete provato durante la vostra adolescenza. Quindi l’unico consiglio è: rilassatevi, sgomberate la mente da ansie e preoccupazioni e ricordate: solo ritrovando le sensazioni che avete provato prima, durante e dopo la vostra prima volta potrete affrontare al meglio un momento che certo segna l’inizio di una nuova fase del vostro rapporto con i figli. Non è tanto, in realtà, l’atto in sé a contare, quanto il fatto che stia iniziando per loro una vita sessuale attiva, che comporta certo dei rischi (di cui parlare chiaramente e con serenità, senza falsi pudori), ma che testimonia anche un progressivo allontanamento dal nido familiare, in vista della costruzione di relazioni affettive all’esterno.
Il cambiamento, la crescita e la maturazione dei figli non è in generale una sfida facile per un genitore. D’altro canto però amarli significa volere per loro una vita piena, a tutti i livelli, e la capacità di intrecciare rapporti profondi e soddisfacenti con un partner. Questo passaggio va quindi semplicemente accettato, ma senza disinteresse. Nonostante la presenza enorme di informazioni sul tema della sessualità, e i confronti che molto probabilmente i vostri figli hanno fatto con i loro pari, in ogni caso è bene parlare con loro dell’argomento. Nessun imbarazzo quindi e nessuna delega ad altri famigliari: tocca a voi sedervi tranquillamente con vostro figlio o vostra figlia e spiegare con chiarezza soprattutto i rischi dei rapporti non protetti (eventuali gravidanze, malattie).
Questa però è anche l’occasione di parlare di affettività e sentimenti: meglio non forzare la mano, non insistere per sapere questioni che gli adolescenti spesso considerano intime e privatissime, ma cercare di gettare un ponte, magari condividendo (con delicatezza e senza scendere nei particolari) l’esperienza che avete vissuto in prima persona. Per aprire il confronto non aspettate però troppo a lungo, meglio farlo prima ancora che sia iniziata la loro esperienza in ambito sessuale, che dopo, quando forse i vostri consigli e in generale il discorso sembreranno arrivare troppo tardi.
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