Sindrome metabolica

Più che un vero e proprio disturbo dai sintomi specifici, la sindrome metabolica è una condizione clinica che predispone all'insorgere di diverse patologie piuttosto importanti, in primis diabete e problemi al fegato e al cuore. In altre parole, chi soffre di questa sindrome, benché non abbia ancora sviluppato nessuna patologia, è un soggetto molto a rischio. Parecchio diffusa (soprattutto dopo i 50 anni, ma ormai interessa anche persone più giovani), questa sindrome merita quindi una grande attenzione perché, se curata in tempo, permette di prevenire tutta una serie di malattie.
Le cause della sindrome metabolica
Le cause-concause principali della sindrome metabolica sono le seguenti:
- obesità e sovrappeso: i chili in eccesso sono una delle cause scatenanti più rilevanti, tanto che la probabilità di incorrere nella sindrome aumenta esponenzialmente all'aumentare dei chili superflui (in particolare se il grasso è concentrato nell'area addominale). L'obesità è una delle cause scatenanti della sindrome metabolica perché altera l'equilibrio metabolico di grassi e zuccheri, portando ad un'elevata concentrazione di insulina nel sangue (la cosiddetta iperinsulinemia);
- stile di vita sedentario: è una concausa importante di questa sindrome, perché l'attività fisica migliora l'equilibrio metabolico, mentre la sedentarietà lo altera e fa prendere peso;
- dieta scorretta: mangiare molti cibi grassi e zuccherati e poca frutta e verdura favorisce l'obesità e predispone quindi all'insorgere della sindrome metabolica;
- abuso di fumo, alcol e/o droghe.
Sintomi della sindrome metabolica
Spesso non vi sono sintomi particolari: la persona si sente tutto sommato bene e non si accorge quindi di aver sviluppato questa sindrome. Essere in sovrappeso è però un campanello d'allarme che dovrebbe spingere ad effettuare degli esami del sangue: solo così è possibile essere sicuri ed effettuare una diagnosi.
Affinché una persona possa dirsi affetta dalla sindrome metabolica è necessario che siano presenti come minimo tre di questi fattori di rischio:
- pressione superiore a 85-90 di minima e a 130 di massima;
- condizione di insulino resistenza: si ha quando il valore della glicemia a digiuno supera i 100-110 mg/dl;
- valore ematico dei trigliceridi superiore a 150 mg/dl;
- colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) inferiore a 50 mg/dl nelle donne e a 40 mg/dl nell'uomo;
- obesità centrale (o viscerale o a mela): si ha quando l'adipe si localizza in particolare nell'addome. Di norma, la circonferenza addominale non dovrebbe superare i 102 centimetri negli uomini e gli 88 centimetri nelle donne: oltre questi valori, si entra nell'obesità.
Nessuno dei valori sopraelencati è effettivamente ancora segno di una malattia in corso: perché ci sia diabete, ipercolesterolemia e ipertensione i valori devono infatti essere più alti. Tuttavia, se sono presenti almeno tre delle condizioni appena esposte, il soggetto corre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, epatiche, oculari, renali e diabete molto più di una persona che non soffre di sindrome metabolica.
Le cure
Per fortuna, la sindrome metabolica si può efficacemente curare (e prevenire) dando un deciso cambiamento al proprio stile di vita. La prima regola di cura e prevenzione è: dimagrire. Per perdere peso è quindi necessario modificare le abitudini di vita sbagliate, facendo un po' di attività fisica tutti i giorni e seguendo un'alimentazione ricca di fibre, frutta e verdura e povera di grassi, carboidrati raffinati e sale. L'alcol va assunto con molta moderazione e, se si è dipendenti dalla sigaretta, bisogna smettere di fumare. Questi accorgimenti, se seguiti con serietà e costanza, sono in grado di apportare notevoli benefici alla regolazione del metabolismo: la sensibilità all'insulina aumenta e si riduce così il rischio di sviluppare il diabete, i trigliceridi nel sangue si abbassano, il quadro dei valori del colesterolo migliora e si previene la possibilità di danneggiare cuore e arterie. E, ovviamente, si dimagrisce. Insomma, tutti i possibili rischi connessi alla sindrome metabolica vengono sventati!
In ogni caso, è bene consultarsi anche con il medico: anche se si possono ottenere risultati apprezzabili semplicemente modificando le abitudini di vita, in alcuni casi può servire prendere qualche farmaco che aiuti a tenere sotto controllo la glicemia, il colesterolo o la pressione, nel caso uno o più di questi valori siano eccessivamente alti.
Le cause della sindrome metabolica
Le cause-concause principali della sindrome metabolica sono le seguenti:
- obesità e sovrappeso: i chili in eccesso sono una delle cause scatenanti più rilevanti, tanto che la probabilità di incorrere nella sindrome aumenta esponenzialmente all'aumentare dei chili superflui (in particolare se il grasso è concentrato nell'area addominale). L'obesità è una delle cause scatenanti della sindrome metabolica perché altera l'equilibrio metabolico di grassi e zuccheri, portando ad un'elevata concentrazione di insulina nel sangue (la cosiddetta iperinsulinemia);
- stile di vita sedentario: è una concausa importante di questa sindrome, perché l'attività fisica migliora l'equilibrio metabolico, mentre la sedentarietà lo altera e fa prendere peso;
- dieta scorretta: mangiare molti cibi grassi e zuccherati e poca frutta e verdura favorisce l'obesità e predispone quindi all'insorgere della sindrome metabolica;
- abuso di fumo, alcol e/o droghe.
Sintomi della sindrome metabolica
Spesso non vi sono sintomi particolari: la persona si sente tutto sommato bene e non si accorge quindi di aver sviluppato questa sindrome. Essere in sovrappeso è però un campanello d'allarme che dovrebbe spingere ad effettuare degli esami del sangue: solo così è possibile essere sicuri ed effettuare una diagnosi.
Affinché una persona possa dirsi affetta dalla sindrome metabolica è necessario che siano presenti come minimo tre di questi fattori di rischio:
- pressione superiore a 85-90 di minima e a 130 di massima;
- condizione di insulino resistenza: si ha quando il valore della glicemia a digiuno supera i 100-110 mg/dl;
- valore ematico dei trigliceridi superiore a 150 mg/dl;
- colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) inferiore a 50 mg/dl nelle donne e a 40 mg/dl nell'uomo;
- obesità centrale (o viscerale o a mela): si ha quando l'adipe si localizza in particolare nell'addome. Di norma, la circonferenza addominale non dovrebbe superare i 102 centimetri negli uomini e gli 88 centimetri nelle donne: oltre questi valori, si entra nell'obesità.
Nessuno dei valori sopraelencati è effettivamente ancora segno di una malattia in corso: perché ci sia diabete, ipercolesterolemia e ipertensione i valori devono infatti essere più alti. Tuttavia, se sono presenti almeno tre delle condizioni appena esposte, il soggetto corre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, epatiche, oculari, renali e diabete molto più di una persona che non soffre di sindrome metabolica.
Le cure
Per fortuna, la sindrome metabolica si può efficacemente curare (e prevenire) dando un deciso cambiamento al proprio stile di vita. La prima regola di cura e prevenzione è: dimagrire. Per perdere peso è quindi necessario modificare le abitudini di vita sbagliate, facendo un po' di attività fisica tutti i giorni e seguendo un'alimentazione ricca di fibre, frutta e verdura e povera di grassi, carboidrati raffinati e sale. L'alcol va assunto con molta moderazione e, se si è dipendenti dalla sigaretta, bisogna smettere di fumare. Questi accorgimenti, se seguiti con serietà e costanza, sono in grado di apportare notevoli benefici alla regolazione del metabolismo: la sensibilità all'insulina aumenta e si riduce così il rischio di sviluppare il diabete, i trigliceridi nel sangue si abbassano, il quadro dei valori del colesterolo migliora e si previene la possibilità di danneggiare cuore e arterie. E, ovviamente, si dimagrisce. Insomma, tutti i possibili rischi connessi alla sindrome metabolica vengono sventati!
In ogni caso, è bene consultarsi anche con il medico: anche se si possono ottenere risultati apprezzabili semplicemente modificando le abitudini di vita, in alcuni casi può servire prendere qualche farmaco che aiuti a tenere sotto controllo la glicemia, il colesterolo o la pressione, nel caso uno o più di questi valori siano eccessivamente alti.
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