La ritenzione idrica è un disturbo parecchio diffuso che colpisce soprattutto le donne. Comporta il ristagno dei fluidi nelle parti del corpo più predisposte all’accumulo dei grassi, cosce, addome e glutei. È un fenomeno che non provoca solo danni estetici: se non curato, potrebbe determinare anche patologie rilevanti come un’insufficienza renale.
Il segno evidente della presenza di questo disturbo è l’edema, un rigonfiamento anomalo causato dall’accumulo di liquido nei tessuti. L’alterata circolazione venosa e linfatica implica che insieme ai liquidi vi sia un ristagno anche di tossine che a loro volta peggiorano un metabolismo cellulare già compromesso da un apporto inadeguato di ossigeno e nutrienti.
Il sovrappeso rallenta la diuresi e favorisce la ritenzione idrica.
Le cause della ritenzione idrica
Spesso si tratta di un disturbo passeggero e temporaneo, come nel caso della sindrome premestruale, altre volte ha motivazioni più rilevanti.
Oltre alle cause sottoelencate, che riguardano forme specifiche di questo disturbo, la possibilità di ritenzione idrica è causata anche dall’inalazione di gas prodotti da alcuni batteri; da un’insufficienza cardiaca, la ritenzione si manifesta con gonfiore soprattutto in gambe e caviglie; da una grave carenza di proteine. In questo ultimo caso si possono ricordare i bambini malnutriti che a causa di seria ritenzione idrica all’addome sviluppano un gonfiore veramente considerevole di questa parte del corpo.
Forme di ritenzione idrica
La ritenzione idrica si suddivide in diverse forme che si correlano alla causa scatenante.
- Ritenzione idrica secondaria: è conseguente a patologie, in molti casi anche gravi, come insufficienza renale, insufficienza cardiaca, affezioni del fegato, affezioni della vescica, ipertensione, linfedema.
- Ritenzione idrica iatrogena: causata dall’abuso di farmaci. Ne sono maggiormente responsabili gli antinfiammatori, i cortisonici, la terapia ormonale della menopausa, i contraccettivi. La ritenzione è provocata da un uso prolungato e massiccio.
- Ritenzione idrica alimentare: In alcuni organismi, il meccanismo di assorbimento del sodio non è perfettamente funzionante, in questo caso i cibi ad alto contenuto di sodio provocano ritenzione idrica.
- Ritenzione idrica circolatoria: è caratterizzata dalla tumefazione dei tessuti molli dovuta all’accumulo dei liquidi negli spazi interstiziali delle cellule. Questo liquido, in condizioni normali, è drenato dalla circolazione venosa e linfatica che ne garantisce il ricambio smaltendo dalle cellule le sostanze dannose e garantendo l’adeguato apporto delle sostanze nutritive. In presenza di una stasi circolatoria, per un malfunzionamento del sistema venoso e linfatico, si verifica la ritenzione idrica.
Sintomi della ritenzione idrica
In una prima fase i sintomi della ritenzione idrica sono un senso di gonfiore ai piedi e ai polpacci, soprattutto se si è trascorso molto tempo in piedi. Con il tempo il gonfiore si estende a cosce, addome e glutei. In una seconda fase il gonfiore si evolve in edema e si può considerare come il primo stadio della cellulite.
Un altro sintomo visibile è la comparsa di capillari e vene varicose.
Le cure
Le cure della ritenzione idrica partono dalle cause che l’hanno provocata.
In assenza di patologie importanti si interviene sullo stile di vita. Abitudini come il fumo, il consumo di sostanze alcoliche, il sovrappeso, l’eccessivo consumo di farmaci, l’eccessivo consumo di caffé e l’inattività fisica vanno eliminate dalle proprie modalità se si vuole combattere questo disturbo.
Inoltre, un’alimentazione corretta e una regolare idratazione, almeno due litri di acqua al giorno, sono condizioni alle quali attenersi.
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