Disturbo bipolare

Il disturbo bipolare (DB) è una patologia psichiatrica molto grave in cui si alternano crisi maniacali a crisi depressive. La diagnosi si pone in seguito a un attento esame del comportamento del paziente e l’approccio terapeutico di maggior successo è quello farmacologico.
Il disturbo bipolare (DB) è una patologia psichiatrica in cui si alternano fasi depressive a fasi maniacali.
Le prime sono caratterizzate da un umore particolarmente basso, una profonda tristezza e dall’impossibilità di trarre piacere dalla quotidianità.
Le seconde, invece, possono essere caratterizzate da umore euforico o disforico. Nel primo caso i pensieri si accavallano rapidamente e il comportamento diventa disorganizzato e inconcludente. L’energia è talmente tanta che spesso chi attraversa queste fasi non sente il bisogno di mangiare o dormire e ha la falsa sensazione di poter fare qualsiasi cosa. Nel secondo caso il soggetto percepisce un senso costante di rabbia, ingiustizia subita, intolleranza. Sensazioni che possono sfociare in vere e proprie manifestazioni di aggressività.
Generalmente le fasi depressive durano da qualche settimana a qualche mese, mentre le maniacali da una a due settimane.
A volte il passaggio da una fase all’altra è immediato, altre volte, invece, intercorre un periodo di umore stabile.
Le cause del disturbo bipolare
Il disturbo bipolare è una malattia a forte componente genetica. L'80% delle persone che ne sono affette presentano familiari con qualche forma di disturbo dell'umore.
Anche gli eventi della vita possono naturalmente condizionare l'insorgere di questa patologia, ma mai nella misura in cui lo fa la genetica.
Forme di disturbo bipolare
Si distinguono quattro forme di disturbi bipolari.
1) Tipo I, o psicosi maniaco-depressiva.
Le fasi maniacali sono molto gravi e possono portare alla perdita del contatto con la realtà e alla comparsa di allucinazioni e deliri.
2) Tipo II.
La depressione è ricorrente, alternata a fasi maniacali attenuate che non provocano lo scollamento con la realtà.
3) Disturbo Ciclotimico.
Depressione ed eccitamento sono presenti ma non molto gravi.
Per poter porre corretta diagnosi di ciclotimia, le crisi devono presentarsi lungo un periodo di almeno due anni e ogni fase non deve durare più di due mesi.
4) Disturbo bipolare non altrimenti specificato.
In quest’ultima eterogenea categoria vengono inseriti tutti i disturbi con caratteristiche bipolari non catalogabili nelle altre forme. Ad esempio quelli con un’alternanza tra le fasi molto rapida, nell’ordine di pochi giorni; oppure quelli in cui episodi ipomaniacali ricorrenti non si alternano a sintomi depressivi.
Sintomi del disturbo bipolare
Per descrivere correttamente il quadro clinico è necessario distinguere i sintomi presenti nei periodi maniacali da quelli tipici dei periodi depressivi.
I sintomi della mania comprendono:
• Euforia eccessiva e ingiustificata
• Iperattività e agitazione psicomotoria
• Pensiero rapido, disordinato e inconcludente
• Grande loquacità
• Autostima eccessiva
• Irritabilità
• Aggressività
• Difficoltà di concentrazione
• Insonnia
• Ridotta capacità di giudizio
• Ipersessualità
• Abuso di sostanze
I sintomi della depressione comprendono:
• Umore depresso o ansioso
• Pessimismo
• Autosvalutazione
• Senso di colpa immotivato
• Perdita d’interesse per tutte le attività ordinarie, compresa quella sessuale
• Apatia
• Difficoltà di concentrazione
• Irritabilità
• Insonnia o ipersonnia
• Perdita o aumento dell’appetito
• Ricorrenti pensieri di morte e suicidio
• Tentativi anticonservativi
La depressione o l'episodio maniacale possono essere accompagnati da manifestazioni psicotiche, quali allucinazioni e deliri.
Le cure
Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica molto grave, la cui cura principe è rappresentata dalla farmacoterapia.
La cura farmacologica comprende:
• Antipsicotici, neurolettici, benzodiazepine per il trattamento della mania nella fase acuta
• Antidepressivi contro le fasi depressive.
Una volta superata la fase acuta della malattia, lo psichiatra deve trovare il farmaco più adatto per prevenire o ridurre la frequenza e la gravità delle ricadute. I più indicati allo scopo sono il litio, la carbamazepina, e l’acido valproico.
Alla terapia farmacologica si può affiancare anche la psicoterapia. Questa ha lo scopo di aiutare i pazienti a fare fronte alla paura, alla vergogna e all'ansia provocate dalla malattia stessa.
Il disturbo bipolare (DB) è una patologia psichiatrica in cui si alternano fasi depressive a fasi maniacali.
Le prime sono caratterizzate da un umore particolarmente basso, una profonda tristezza e dall’impossibilità di trarre piacere dalla quotidianità.
Le seconde, invece, possono essere caratterizzate da umore euforico o disforico. Nel primo caso i pensieri si accavallano rapidamente e il comportamento diventa disorganizzato e inconcludente. L’energia è talmente tanta che spesso chi attraversa queste fasi non sente il bisogno di mangiare o dormire e ha la falsa sensazione di poter fare qualsiasi cosa. Nel secondo caso il soggetto percepisce un senso costante di rabbia, ingiustizia subita, intolleranza. Sensazioni che possono sfociare in vere e proprie manifestazioni di aggressività.
Generalmente le fasi depressive durano da qualche settimana a qualche mese, mentre le maniacali da una a due settimane.
A volte il passaggio da una fase all’altra è immediato, altre volte, invece, intercorre un periodo di umore stabile.
Le cause del disturbo bipolare
Il disturbo bipolare è una malattia a forte componente genetica. L'80% delle persone che ne sono affette presentano familiari con qualche forma di disturbo dell'umore.
Anche gli eventi della vita possono naturalmente condizionare l'insorgere di questa patologia, ma mai nella misura in cui lo fa la genetica.
Forme di disturbo bipolare
Si distinguono quattro forme di disturbi bipolari.
1) Tipo I, o psicosi maniaco-depressiva.
Le fasi maniacali sono molto gravi e possono portare alla perdita del contatto con la realtà e alla comparsa di allucinazioni e deliri.
2) Tipo II.
La depressione è ricorrente, alternata a fasi maniacali attenuate che non provocano lo scollamento con la realtà.
3) Disturbo Ciclotimico.
Depressione ed eccitamento sono presenti ma non molto gravi.
Per poter porre corretta diagnosi di ciclotimia, le crisi devono presentarsi lungo un periodo di almeno due anni e ogni fase non deve durare più di due mesi.
4) Disturbo bipolare non altrimenti specificato.
In quest’ultima eterogenea categoria vengono inseriti tutti i disturbi con caratteristiche bipolari non catalogabili nelle altre forme. Ad esempio quelli con un’alternanza tra le fasi molto rapida, nell’ordine di pochi giorni; oppure quelli in cui episodi ipomaniacali ricorrenti non si alternano a sintomi depressivi.
Sintomi del disturbo bipolare
Per descrivere correttamente il quadro clinico è necessario distinguere i sintomi presenti nei periodi maniacali da quelli tipici dei periodi depressivi.
I sintomi della mania comprendono:
• Euforia eccessiva e ingiustificata
• Iperattività e agitazione psicomotoria
• Pensiero rapido, disordinato e inconcludente
• Grande loquacità
• Autostima eccessiva
• Irritabilità
• Aggressività
• Difficoltà di concentrazione
• Insonnia
• Ridotta capacità di giudizio
• Ipersessualità
• Abuso di sostanze
I sintomi della depressione comprendono:
• Umore depresso o ansioso
• Pessimismo
• Autosvalutazione
• Senso di colpa immotivato
• Perdita d’interesse per tutte le attività ordinarie, compresa quella sessuale
• Apatia
• Difficoltà di concentrazione
• Irritabilità
• Insonnia o ipersonnia
• Perdita o aumento dell’appetito
• Ricorrenti pensieri di morte e suicidio
• Tentativi anticonservativi
La depressione o l'episodio maniacale possono essere accompagnati da manifestazioni psicotiche, quali allucinazioni e deliri.
Le cure
Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica molto grave, la cui cura principe è rappresentata dalla farmacoterapia.
La cura farmacologica comprende:
• Antipsicotici, neurolettici, benzodiazepine per il trattamento della mania nella fase acuta
• Antidepressivi contro le fasi depressive.
Una volta superata la fase acuta della malattia, lo psichiatra deve trovare il farmaco più adatto per prevenire o ridurre la frequenza e la gravità delle ricadute. I più indicati allo scopo sono il litio, la carbamazepina, e l’acido valproico.
Alla terapia farmacologica si può affiancare anche la psicoterapia. Questa ha lo scopo di aiutare i pazienti a fare fronte alla paura, alla vergogna e all'ansia provocate dalla malattia stessa.
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