Depressione

La depressione è una patologia caratterizzata da un grave abbassamento del tono dell’umore. Non si tratta, ovviamente, di una comune tristezza ma di una profonda e prolungata afflizione, accompagnata da una generalizzata perdita di interesse, da disturbi del pensiero e sintomi fisici.
Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale, ma troppo spesso viene misconosciuta o diagnosticata tardivamente, rendendone molto più difficile la cura.
Le cause della depressione
Non si conosce una causa specifica della depressione, ma le ultime ricerche condotte hanno concluso che questa patologia sia il risultato di influenze genetiche, biologiche e psicologiche, combinate con eventi stressanti. Questi ultimi possono variare da un lutto, a una difficoltà sul lavoro, fino a un grave malessere fisico (infarto, neoplasia, morbo di Parkinson, squilibrio ormonale).
Forme di depressione
Se ne riconoscono principalmente tre forme.
Il Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) consiste in una depressione episodica grave. È maggiormente frequente nei soggetti femminili e presenta un’età d’insorgenza media che si aggira intorno ai 40 anni. I pazienti affetti da DDM pensano frequentemente al suicidio e, di conseguenza, devono essere trattati con tutta l’attenzione e la dedizione del caso.
Il Disturbo distimico è meno grave del DDM ed è caratterizzato da un esordio meno acuto e per questo ingannevole e di difficile diagnosi.
La Depressione reattiva è la forma meno grave delle tre. Legata a un evento scatenante, come un lutto o uno stress elevato, solitamente non cronicizza ma tende a scomparire spontaneamente nel giro di pochi mesi.
Sintomi della depressione
L’abbassamento del tono dell’umore è il primo e il più evidente dei sintomi della depressione ma non è l’unico.
Per semplicità ne distinguiamo quattro categorie fondamentali.
I sintomi emotivi come la tristezza, il senso di colpa ingiustificato, il distacco affettivo, la percezione distorta del tempo (passato oppressivo, presente stagnante e futuro irraggiungibile).
I comportamentali come il rallentamento motorio e la mimica scarsa.
I cognitivi come il pensiero rallentato, la scarsa capacità di concentrazione, l’autosvalutazione e l’ipercriticità verso se stessi.
E, infine, i fisici come l’inappetenza, la stipsi, i disturbi del sonno, la facile affaticabilità e il calo della libido.
Le cure
L’approccio principe per curare la depressione è, a tutt’oggi, quello di carattere farmacologico.
Non esiste un farmaco che, in assoluto, funzioni meglio degli altri, ma esistono diversi farmaci che funzionano meglio su diversi pazienti.
Il medico, in sinergia con il malato e i suoi familiari, prova un primo antidepressivo; se i risultati non sono soddisfacenti, passa a un secondo, e così via.
Questo tipo di terapia è suddivisibile in due fasi distinte: nella prima, quella acuta, l’obiettivo è eliminare i sintomi più gravi ed evitare i comportamenti a rischio; nella seconda, quella di mantenimento, l’obiettivo consiste nello scongiurare ricadute.
Esistono anche altre terapie, come la psicoterapia, la terapia associata farmaco-psicoterapica, la terapia elettroconvulsivante e quella con lampada a luce bianca.
Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale, ma troppo spesso viene misconosciuta o diagnosticata tardivamente, rendendone molto più difficile la cura.
Le cause della depressione
Non si conosce una causa specifica della depressione, ma le ultime ricerche condotte hanno concluso che questa patologia sia il risultato di influenze genetiche, biologiche e psicologiche, combinate con eventi stressanti. Questi ultimi possono variare da un lutto, a una difficoltà sul lavoro, fino a un grave malessere fisico (infarto, neoplasia, morbo di Parkinson, squilibrio ormonale).
Forme di depressione
Se ne riconoscono principalmente tre forme.
Il Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) consiste in una depressione episodica grave. È maggiormente frequente nei soggetti femminili e presenta un’età d’insorgenza media che si aggira intorno ai 40 anni. I pazienti affetti da DDM pensano frequentemente al suicidio e, di conseguenza, devono essere trattati con tutta l’attenzione e la dedizione del caso.
Il Disturbo distimico è meno grave del DDM ed è caratterizzato da un esordio meno acuto e per questo ingannevole e di difficile diagnosi.
La Depressione reattiva è la forma meno grave delle tre. Legata a un evento scatenante, come un lutto o uno stress elevato, solitamente non cronicizza ma tende a scomparire spontaneamente nel giro di pochi mesi.
Sintomi della depressione
L’abbassamento del tono dell’umore è il primo e il più evidente dei sintomi della depressione ma non è l’unico.
Per semplicità ne distinguiamo quattro categorie fondamentali.
I sintomi emotivi come la tristezza, il senso di colpa ingiustificato, il distacco affettivo, la percezione distorta del tempo (passato oppressivo, presente stagnante e futuro irraggiungibile).
I comportamentali come il rallentamento motorio e la mimica scarsa.
I cognitivi come il pensiero rallentato, la scarsa capacità di concentrazione, l’autosvalutazione e l’ipercriticità verso se stessi.
E, infine, i fisici come l’inappetenza, la stipsi, i disturbi del sonno, la facile affaticabilità e il calo della libido.
Le cure
L’approccio principe per curare la depressione è, a tutt’oggi, quello di carattere farmacologico.
Non esiste un farmaco che, in assoluto, funzioni meglio degli altri, ma esistono diversi farmaci che funzionano meglio su diversi pazienti.
Il medico, in sinergia con il malato e i suoi familiari, prova un primo antidepressivo; se i risultati non sono soddisfacenti, passa a un secondo, e così via.
Questo tipo di terapia è suddivisibile in due fasi distinte: nella prima, quella acuta, l’obiettivo è eliminare i sintomi più gravi ed evitare i comportamenti a rischio; nella seconda, quella di mantenimento, l’obiettivo consiste nello scongiurare ricadute.
Esistono anche altre terapie, come la psicoterapia, la terapia associata farmaco-psicoterapica, la terapia elettroconvulsivante e quella con lampada a luce bianca.
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