Carenza di ferro

La carenza di ferro (in termini scientifici “sideropenia”) è un disturbo molto diffuso: spesso (ma non sempre) legata all'insorgere dell'anemia, la carenza di ferro è nella maggior parte dei casi provocata da una scorretta alimentazione. Per questo motivo può essere considerata un disturbo di carattere nutrizionale.
Il ferro è un minerale molto importante per il benessere generale dell'organismo, perché svolge una funzione fondamentale: facilita la formazione e l'attività dell’emoglobina, una molecola dei globuli rossi il cui compito è quello di trasportare l'ossigeno nel sangue.
In condizioni normali l'organismo di un individuo dovrebbe avere 4 g di ferro circa: quando il valore del ferro scende al di sotto di questa soglia, compaiono sintomi quali stanchezza e pallore.
Approfondiamo l'argomento analizzando tutte le cause, i sintomi e le cure della carenza di ferro.
Le cause della carenza di ferro
Ecco quali sono le cause più frequenti della carenza di ferro:
Sintomi della carenza di ferro
I sintomi principali della carenza di ferro sono i seguenti:
Le cure
Uno stato di deficit di ferro si tratta anzitutto modificando l'alimentazione: vanno quindi consumati in maggiore quantità gli alimenti che favoriscono l'assorbimento del ferro e va ridotto il consumo di quelli che lo ostacolano.
È bene ricordare che il ferro è presente in diversi alimenti. Quello che il nostro organismo può subito utilizzare e assimilare (il cosiddetto ferro biodisponibile) si trova soprattutto in carne e pesce. Invece quello presente in legumi e verdure (soprattutto le verdure a foglia verde) non è subito utilizzabile dall'organismo e non viene quindi assorbito molto bene. Se si segue una dieta vegetariana o vegana, diventa quindi ancora più importante consumare in gran quantità gli alimenti che aiutano ad assorbire al meglio il ferro.
Ecco quali sono:
Questi invece sono gli alimenti che ostacolano l'assorbimento del ferro:
In alcuni casi modificare solo l'alimentazione non basta. Si tratta in genere di casi particolari in cui la carenza di ferro è significativa perché causata da situazioni specifiche (come mestruazioni molto abbondanti, ulcerazioni agli organi interni, assunzione per lunghi periodi di determinati farmaci, etc.). Può allora essere necessario, se il medico lo reputa opportuno, assumere degli integratori di ferro.
Il ferro è un minerale molto importante per il benessere generale dell'organismo, perché svolge una funzione fondamentale: facilita la formazione e l'attività dell’emoglobina, una molecola dei globuli rossi il cui compito è quello di trasportare l'ossigeno nel sangue.
In condizioni normali l'organismo di un individuo dovrebbe avere 4 g di ferro circa: quando il valore del ferro scende al di sotto di questa soglia, compaiono sintomi quali stanchezza e pallore.
Approfondiamo l'argomento analizzando tutte le cause, i sintomi e le cure della carenza di ferro.
Le cause della carenza di ferro
Ecco quali sono le cause più frequenti della carenza di ferro:
- Alimentazione inadeguata: uno stato di carenza di ferro è spesso provocato da errori alimentari, ovvero da un consumo insufficiente dei cibi ricchi di ferro o di quelli che ne favoriscono l'assorbimento. Spesso vi è anche un consumo eccessivo di cibi che ostacolano l'assimilazione di questo minerale. Scarso consumo di carne e di alimenti ricchi di vitamina C ed eccessivo consumo di crusca e cereali integrali sono fra alcuni degli errori più comuni che non permettono di rifornire l'organismo della quantità di ferro di cui avrebbe bisogno giornalmente (10-12 mg per l'uomo e 18 per la donna).
- Abbondanti perdite di sangue: l'eliminazione del ferro avviene anche attraverso le perdite di sangue. Per questo motivo situazioni che comportano significative perdite ematiche (mestruazioni abbondanti, emorroidi, perdite dal naso, emorragie del tratto gastrointestinale, ulcere, etc.) possono provocare carenza di ferro.
- Inadeguato assorbimento intestinale: alla base della carenza di ferro c'è in alcuni casi un problema di insufficiente assorbimento intestinale, che può essere provocato da diversi motivi (abuso di lassativi, dissenteria, alterazioni della mucosa gastro-intestinale).
- Gravidanza e allattamento.
Sintomi della carenza di ferro
I sintomi principali della carenza di ferro sono i seguenti:
- Debolezza, spossatezza e sonnolenza persistente
- Pallore: oltre al viso, risultano pallide anche le mucose all'interno della bocca e quelle delle palpebre
- Fiato corto e irregolarità nel battito cardiaco
- Ipersensibilità al freddo
- Formazione di ulcere sulla lingua
- Indebolimento del sistema immunitario: con una carenza di ferro è più facile contrarre i tipici malanni stagionali come raffreddore e mal di gola
- Mal di testa e capogiri
- Riduzione della soglia del dolore
- Perdita di capelli
Le cure
Uno stato di deficit di ferro si tratta anzitutto modificando l'alimentazione: vanno quindi consumati in maggiore quantità gli alimenti che favoriscono l'assorbimento del ferro e va ridotto il consumo di quelli che lo ostacolano.
È bene ricordare che il ferro è presente in diversi alimenti. Quello che il nostro organismo può subito utilizzare e assimilare (il cosiddetto ferro biodisponibile) si trova soprattutto in carne e pesce. Invece quello presente in legumi e verdure (soprattutto le verdure a foglia verde) non è subito utilizzabile dall'organismo e non viene quindi assorbito molto bene. Se si segue una dieta vegetariana o vegana, diventa quindi ancora più importante consumare in gran quantità gli alimenti che aiutano ad assorbire al meglio il ferro.
Ecco quali sono:
- Cibi ricchi di acido ascorbico (vitamina C): gli agrumi in particolare abbondano di vitamina C. Per questo può essere utile bere una spremuta d'arancia mentre si mangiano cibi ricchi di ferro, condire l'insalata con succo di limone o spremerne un po' sul pesce e sulla carne.
- Cibi ricchi di betacarotene (albicocche, carote, zucche, peperone rosso, barbabietole, patate dolci, bietole, coste, cime di rapa).
- Zuccheri (preferibilmente quelli contenuti nel miele o nella frutta)
- Alcool: anche il consumo di alcol, purché limitato, può favorire l'assorbimento del ferro.
Questi invece sono gli alimenti che ostacolano l'assorbimento del ferro:
- Latticini e cibi ricchi di calcio
- Uova: le uova non andrebbero consumate insieme alla carne o ad altri alimenti ricchi di ferro perché la fosvitina in esse contenuta fa abbassare la quantità di ferro assorbita dall'organismo
- Cibi ricchi di fibre e soia: è il fitato, sostanza presente nella soia e negli alimenti ricchi di fibre (come i cereali integrali), a rendere più difficoltoso l'assorbimento del ferro
- Tè e caffè: queste due diffuse bevande contengono polifenoli e tannini, sostanze che inibiscono l'assimilazione del ferro. Tali sostanze si trovano anche in alcune spezie e nel cacao
In alcuni casi modificare solo l'alimentazione non basta. Si tratta in genere di casi particolari in cui la carenza di ferro è significativa perché causata da situazioni specifiche (come mestruazioni molto abbondanti, ulcerazioni agli organi interni, assunzione per lunghi periodi di determinati farmaci, etc.). Può allora essere necessario, se il medico lo reputa opportuno, assumere degli integratori di ferro.
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