Ansia

L'ansia è uno stato psicologico caratterizzato da una sensazione di paura, apprensione, e forte disagio, ricollegabile o meno ad una determinata situazione scatenante.
Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga e derivante principalmente da un conflitto interiore.
Le cause dell’ansia
L’ansia può avere diverse cause o fattori favorenti. In generale, la società occidentale attuale, così competitiva e legata all'esibizione di uno status, causa nei soggetti più fragili, o che si trovino in situazioni particolarmente stressanti, uno stato di ansia costante.
Ma chi sono questi soggetti?
• Persone cresciute in famiglie ansiogene o depressive;
• vittime di traumi fisici o psichici, non ancora completamente superati;
• soggetti bloccati in un contesto castrante, in cui non riescono ad esprimersi liberamente;
• abitudinari senza passioni autentiche.
E quali sono queste situazioni ansiogene?
• La necessità di fare scelte importanti che vanno contro lo stato delle cose;
• situazioni “senza via d’uscita”.
Forme d’ansia
I disturbi d'ansia ufficialmente riconosciuti sono i seguenti:
• Fobia specifica, in cui tutte le sensazioni negative di disagio vengono incanalate verso una situazione particolare o un animale, come l’aereo, gli spazi chiusi, gli insetti, etc…
• Agorafobia, che si traduce nella paura di stare in situazioni non controllabili (luoghi poco conosciuti), o da cui non sia possibile una rapida fuga (luoghi molto affollati).
• Disturbo ossessivo-compulsivo. Il soggetto cerca di reprimere la necessità di compiere continuamente gesti rituali, e questa lotta interna provoca ansia. Oppure l’ansia, già presente, viene tenuta a bada solo compiendo determinati rituali, gesti ripetuti. In entrambi i casi la vita finisce per essere fortemente condizionata dalla necessità di compiere determinate operazioni. Che diventano il centro intorno a cui ruota l’intera esistenza.
• Fobia sociale. L’ansia è scatenata da una o molte “normali” situazioni sociali, come parlare o mangiare in pubblico, partecipare a feste, o addirittura guardare negli occhi il proprio interlocutore. Anche in questo caso, a forza di evitare le situazioni ansiogene, il paziente tende a limitare sempre di più la propria libertà, fino a diventare schiavo delle paure, e a vivere con l’unico scopo di evitarle.
• Disturbo post-traumatico da stress. Ai sintomi tipici dell’ansia si accompagnano flashback e incubi che portano a rivivere continuamente il trauma scatenante (guerra, incidente, aggressione).
• Disturbo d'ansia generalizzata. Stato d’ansia costante, alternato a momenti di vera e propria angoscia.
Sintomi dell’ansia
L’ansia si manifesta con sintomi sia di carattere psicologico sia somatico.
Come: nervosismo, insonnia e facilità al pianto.
Ma anche: palpitazioni, vertigini, nausea, cefalea, astenia, iperventilazione e disturbi gastrointestinali.
Le cure
La terapia farmacologica non è risolutiva contro i disturbi d’ansia, ma è indicata in attesa che il paziente inizi un soddisfacente percorso psicoterapeutico.
I farmaci maggiormente utilizzati in questo campo sono: gli antidepressivi, gli ansiolitici, e i betabloccanti.
Per quanto riguarda la psicoterapia vi sono due strade diverse e parallele da poter percorrere:
• la terapia comportamentale, indicata soprattutto per le fobie specifiche. Aiuta il soggetto ad affrontare e superare l’oggetto evidente della paura (l’aereo, gli spazi chiusi, gli insetti, etc...);
• il trattamento psicoterapico di più ampio respiro, atto ad individuare e superare la vera causa primigenia scatenante l’ansia del paziente.
Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga e derivante principalmente da un conflitto interiore.
Le cause dell’ansia
L’ansia può avere diverse cause o fattori favorenti. In generale, la società occidentale attuale, così competitiva e legata all'esibizione di uno status, causa nei soggetti più fragili, o che si trovino in situazioni particolarmente stressanti, uno stato di ansia costante.
Ma chi sono questi soggetti?
• Persone cresciute in famiglie ansiogene o depressive;
• vittime di traumi fisici o psichici, non ancora completamente superati;
• soggetti bloccati in un contesto castrante, in cui non riescono ad esprimersi liberamente;
• abitudinari senza passioni autentiche.
E quali sono queste situazioni ansiogene?
• La necessità di fare scelte importanti che vanno contro lo stato delle cose;
• situazioni “senza via d’uscita”.
Forme d’ansia
I disturbi d'ansia ufficialmente riconosciuti sono i seguenti:
• Fobia specifica, in cui tutte le sensazioni negative di disagio vengono incanalate verso una situazione particolare o un animale, come l’aereo, gli spazi chiusi, gli insetti, etc…
• Agorafobia, che si traduce nella paura di stare in situazioni non controllabili (luoghi poco conosciuti), o da cui non sia possibile una rapida fuga (luoghi molto affollati).
• Disturbo ossessivo-compulsivo. Il soggetto cerca di reprimere la necessità di compiere continuamente gesti rituali, e questa lotta interna provoca ansia. Oppure l’ansia, già presente, viene tenuta a bada solo compiendo determinati rituali, gesti ripetuti. In entrambi i casi la vita finisce per essere fortemente condizionata dalla necessità di compiere determinate operazioni. Che diventano il centro intorno a cui ruota l’intera esistenza.
• Fobia sociale. L’ansia è scatenata da una o molte “normali” situazioni sociali, come parlare o mangiare in pubblico, partecipare a feste, o addirittura guardare negli occhi il proprio interlocutore. Anche in questo caso, a forza di evitare le situazioni ansiogene, il paziente tende a limitare sempre di più la propria libertà, fino a diventare schiavo delle paure, e a vivere con l’unico scopo di evitarle.
• Disturbo post-traumatico da stress. Ai sintomi tipici dell’ansia si accompagnano flashback e incubi che portano a rivivere continuamente il trauma scatenante (guerra, incidente, aggressione).
• Disturbo d'ansia generalizzata. Stato d’ansia costante, alternato a momenti di vera e propria angoscia.
Sintomi dell’ansia
L’ansia si manifesta con sintomi sia di carattere psicologico sia somatico.
Come: nervosismo, insonnia e facilità al pianto.
Ma anche: palpitazioni, vertigini, nausea, cefalea, astenia, iperventilazione e disturbi gastrointestinali.
Le cure
La terapia farmacologica non è risolutiva contro i disturbi d’ansia, ma è indicata in attesa che il paziente inizi un soddisfacente percorso psicoterapeutico.
I farmaci maggiormente utilizzati in questo campo sono: gli antidepressivi, gli ansiolitici, e i betabloccanti.
Per quanto riguarda la psicoterapia vi sono due strade diverse e parallele da poter percorrere:
• la terapia comportamentale, indicata soprattutto per le fobie specifiche. Aiuta il soggetto ad affrontare e superare l’oggetto evidente della paura (l’aereo, gli spazi chiusi, gli insetti, etc...);
• il trattamento psicoterapico di più ampio respiro, atto ad individuare e superare la vera causa primigenia scatenante l’ansia del paziente.
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