Prima di tutto è bene creare un distinguo fra ciò che è fecondazione assistita o artificiale e ciò che è invece procreazione assistita.
Spesso per ignoranza si confondono e mescolano questi termini, tuttavia la procreazione assistita ha un raggio d’azione ben più ampio della fecondazione.
Con procreazione assistita si tende ad identificare tutte quelle pratiche, siano mediche o siano chirurgiche o ormonali, che mirano a migliorare la fertilità della coppia diversamente incapace di concepire.
Con fecondazione assistita o artificiale si intende invece specificare che il processo riguarda solo ed esclusivamente la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo (l’unione dei gameti viene effettuata artificialmente ed esternamente al corpo della donna, a microscopio ad esempio).
L’ampia definizione di procreazione assistita è volutamente ambigua per gli scopi che la ricerca in merito continua a prefiggersi, oltre che per permettere ai richiedenti di usufruire del servizio di Sanità Nazionale.
Per quanto riguarda l’applicazione delle metodologie di fecondazione assistita o artificiale, in Italia, ci stiamo lentamente muovendo verso la conquista della fecondazione eterologa, che al giorno d’oggi è ancora illegale.
Ciò significa che allo stato attuale delle cose non è possibile decidere di concepire un figlio artificialmente al di fuori di una coppia legalmente riconosciuta.
Tuttavia non è possibile, neppure in una coppia in cui l’uomo risulti sterile, in presenza cioè di azoospermia, ricorrere alle banche del seme.