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Glioblastoma

Per quanto riguarda l’aspetto anatomo-patologico, il glioblastoma si presenta come una massa di colore e consistenza differente rispetto al tessuto nervoso cerebrale. Le localizzazioni più frequenti sono il lobo temporale, il lobo parietale, il frontale e l’occipitale.
È un tumore altamente invasivo, a rapida crescita e con difficoltà di risoluzione per le sue caratteristiche recidivanti.
La diagnosi si serve del sostegno della TAC cranica e della Risonanza Magnetica Nucleare che consentono un’approfondita valutazione sulle vie di sviluppo e sulle metastasi.

Le cause del glioblastoma
Il glioblastoma è causato da difetti di mutazioni cromosomiche e genetiche che portano alla crescita incontrollata di cellule cerebrali. Le ragioni per le quali avviene un simile meccanismo sono per ora sconosciute.
Tra le cause ambientali più considerate nelle neoplasie di questo genere vi è la radiazione ionizzante o, come si dice più comunemente, la radioattività.
L’esposizione del cranio anche a basse dosi di radiazioni ionizzanti porta alla crescita dell’incidenza di questi tumori.
Alcune ricerche sostengono che l’uso di telefoni cellulari, il vivere in prossimità a cavi di alta tensione, l’impiego di coloranti per capelli, l’aver subito traumi cranici, potrebbero facilitare l’insorgere del glioblastoma. Tuttavia sono studi che ancora non hanno raggiunto una dignità scientifica.

Forme di glioblastoma
I glioblastomi si possono suddividere in:
- Glioblastoma microcellulare: è presente una notevole alterazione dei vasi.
- Glioblastoma fusiforme: è composto in prevalenza da elementi fusati.
- Glioblastoma multiforme: predominano elementi polimorfi e cellule giganti.

Sintomi del glioblastoma
I sintomi del glioblastoma sono riferibili all’esperienza di una massa in espansione all’interno del cranio, per cui si è sottoposti a una pressione costante.
L’evoluzione dei sintomi avviene piuttosto rapidamente, si tratta quasi sempre di cefalea, seguita da convulsioni e vomito, alterazione del gusto, singhiozzo, disturbi del linguaggio e deficit visivi.
Inoltre si possono manifestare anche casi di crisi epilettiche, emiparesi, disturbi psichici e deficit dei nervi cranici (la distorsione della bocca è una delle conseguenze).

Le cure
Le terapie del glioblastoma si possono suddividere in terapie di supporto e in terapie curative.
Il trattamento di supporto ha lo scopo di ridurre la pressione endocranica causata dalla massa tumorale e di tenere sotto controllo le crisi epilettiche. Si interviene con la somministrazione di farmaci antiepilettici e di corticosteroidi.
La terapia curativa prevede:
- Chirurgia: se la tipologia e la localizzazione del glioblastoma lo permettono, si esegue l’asportazione della neoplasia. Un’asportazione totale (superiore al 98%) aumenta la possibilità di sopravvivenza rispetto a quella parziale.
- Radioterapia: in genere viene effettuata dopo l’intervento chirurgico e ha lo scopo di sopprimere le eventuali cellule tumorali rimaste.
- Chemioterapia: ha l’obiettivo di eliminare le eventuali cellule tumorali sopravvissute all’intervento chirurgico e sfuggite alla radioterapia.
Anche se ci sono stati parecchi progressi medici in questo settore, i pazienti ai quali viene diagnosticato un glioblastoma hanno una sopravvivenza media di due anni.
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