Proprio perché l’allattamento al seno è un’esperienza naturale, si può mangiare di tutto, ovviamente con moderazione e seguendo alcuni piccoli accorgimenti. Nessuna dieta rigida quindi, si tratta semplicemente di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. In particolare nei primi tre mesi andranno ridotti i caffè (è concessa una tazzina al giorno per colazione con l’aggiunta di latte) ed evitati succhi di frutta e bibite gassate. Bere invece molta acqua ed abolire gli alcolici.
Andrebbero evitati, almeno nelle prime settimane, anche aglio, cipolla e spezie piccanti. Tra le verdure e i legumi sono sconsigliati lenticchie, fagioli, piselli, cavoli e broccoli. Si possono mangiare senza problemi pasta, gelati, latte e derivati, insaccati e carne. La carne e le proteine in genere, influenzano soprattutto la quantità di latte prodotto, mentre sono solo relativamente incisive sulla qualità dello stesso.
Una dieta bilanciata, che compensi l’assunzione di vitamine, carboidrati, grassi e proteine in modo equilibrato diminuisce il rischio di carenze alimentari. Ogni elemento è, infatti, fondamentale per una funzione diversa: le proteine aumentano la quantità di acidi grassi (in particolare il DHA), importanti per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino e per il rafforzamento della retina, nel latte materno; frutta e verdura apportano al latte vitamine e sali minerali e contribuiscono a regolarizzare la flora intestinale della neomamma; i latticini forniscono al bambino l’apporto di calcio indispensabile per lo sviluppo di denti e ossa etc. In particolare è importante reintegrare calcio mediante l’assunzione di latte e derivati perché con l’allattamento si perdono fino a 300 mg di calcio al giorno. Per questo motivo spesso vengono prescritti alla donna che allatta del latte integrato con ferro, vitamine, DHA.
Assolutamente sbagliato quindi sottoporsi a diete drastiche nel tentativo di recuperare subito la forma fisica pre gravidanza: non solo si rischia di produrre un latte non nutriente, ma si mette a repentaglio la propria salute oltre a quella del neonato. Considerate che in media ogni 100 g di latte prodotto si consumano circa 90 kcal che andranno quindi sommate al fabbisogno energetico giornaliero.
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